LA MAJOR LEAGUE SCENDE IN CAMPO PER IL RITORNO DEL BASEBALL ALLE OLIMPIADI
L'Associazione Giocatori garantisce la presenza dei Big Leaguers, la dirigenza pronta a collaborare con il CIO sul fronte della TV e del marketing. La IBAF pensa ad un torneo ad 8 squadre ma di soli 5 giorni
"Prima di tutto, voglio dire che qui rappresento il Commissioner Selig, i 30 proprietari delle squadre di Major League, le migliaia di giocatori professionisti di tutto il mondo e le decine di milioni di tifosi di baseball". Così ha esordito durante la presentazione del baseball al CIO il Presidente della Major League Baseball Bob DuPuy.
"Nei prossimi sette anni prendiamo l'impegno di mettere a disposizione del baseball tutti i nostri strumenti di comunicazione, incluso il nostro network (che arriva in 50 milioni di case) e i nostri eventi di punta, che vanno in televisione in 225 paesi e 13 lingue. Ci impegniamo anche a non creare concorrenza televisiva con i nostri eventi durante il torneo di baseball dei Giochi Olimpici.
Dal punto di vista del marketing, vogliamo essere vicini al CIO ed aiutarlo a creare opportunità di sponsorizzazione".
Sulla partecipazione dei giocatori di Grande Lega ai Giochi ha parlato Don Fehr, Direttore Esecutivo della Major League Baseball Player Association.
"Da 32 anni rappresento i giocatori di Major League e sono qui perchè condivido con i giocatori l'idea che il baseball merita un posto nei Giochi Olimpici.
Sono sicuro che metteremo a disposizione dei paesi qualificati per le Olimpiadi un numero di giocatori di Grande Lega. Ci sono oltre 300 giocatori MLB che hanno già partecipato alle Olimpiadi e le stelle di questa generazione già chiedono se avranno la stessa opportunità".
La Federazione Internazionale Baseball (IBAF) ha proposto al CIO un torneo da 8 squadre e della durata di 5 giorni, con qualificazioni l'anno precedente i Giochi e un torneo femminile parallelo.
La IBAF garantisce che gli impianti già esistenti nelle città candidate ad ospitare i Giochi del 2016 possono ospitare partite di quel torneo e che si farebbe carico eventualmente dei costi per convertire i campi da baseball in campi da softball.